
Ci siamo. Qui si fa il punto della situazione ma guardando in avanti sta volta. Raggiungerò vette più alte ed uno stile più maturo. Ma lo penso sottovoce perché voglio fare e non parlare. Mi riferisco al disegno si ma anche nella vita in generis. E’ arrivato il momento di arginare questo fiume che scorre incessantemente e dargli una direzione ben precisa, evitando di farlo stagnare in pozze e scambiarle poi per mare. Capire, migliorarsi andando avanti e cambiare continuamente punto di vista. Così vorrei consolidarmi. Così sarò. Così sono già.
“Permesso, lasciatemi passare adesso… adesso.
Scusate, ma ora devo proprio andare via… via
E’ tardi, devo scappare, no no non è una fuga
No, non è una fuga, sto tornando, sto tornando, sto tornando a casa
la strada l’avevo quasi dimenticata, cancellata, cancellata
Fogli di carta, impronte digitali mi riportano indietro, accelerando, accelerando…”
(tratto da Psycodelice di Meg, traccia 10)
Dedicata alla dolcezza di maggio e alle persone chi mi sono sempre vicine

In America il mio lavoro piace particolarmente e me lo confermano anche quelli dell’ AI con la selezione dei miei Sushi Zen.
“Gianluca Folì was chosen to appear on the American Illustration 27. Only 294 images were chosen from 7,500 that were submitted to AI.”
Gratificante non c’è che dire :)

Mostra personale dal 12 aprile al 16 maggio nell’incantevole locale Dimmi di Si, Via dei Volsci 126b, San Lorenzo. Accorrete numerosi, vi aspetto.

Aprendo la tasca di un giubbotto che non aprivo da più di un anno, un pezzetto di carta sgualcito m’ha sfiorato la mano. Il volto di un sogno mi è tornato agli occhi ed ogni notte, ora so, ne sogno un pezzo, da più di un anno.

Per la seconda volta ho vinto la selezione dell’annuale Applied Arts Mag. Quest’anno ho presentato la serie dei Sushi Zen postati qualche mese fa. Continuo ad amare il sushi :)

speriamo!

“Me lo ricordo il nostro primo incontro. Ancora oggi. Ed è già passato un anno. Chissà se per te è uguale. No, ma che dico. Saresti quì in quel caso a rassicurare la mia vita con il semplice fatto di esistere sullo stesso mio piano. Per me c’era di meglio. Eri te. Ci sottovalutiamo alle volte perdendo grandi occasioni. Poi ci disprezziamo. In quei giorni sentivo il battito incessante della vita tutt’intorno. Ora cerco parole. Vorrei provare a cercarle nel mio cuore ma ho troppa paura di riscoprire nuovamente quei sentimenti che provai la prima volta che ti vidi. La prima sera che uscimmo insieme. E quel bacio mai dato e solo sfiorato. Avrei dovuto lottare contro tutto e tutti fisso solo su quei grandi, intensi occhi che gli dei ti avevano donato. Non volevo dimostrare niente a me stesso. Vivevo per la prima volta solo lo stupore di un sentimento così nuovo ed inaspettato. l’Amore.
Vado a dormire ma lascerò un occhio aperto e questo foglietto sulla mia scrivania con la fragile speranza che passerai di quì prima o poi. E ti riconoscerai.”
Tratto da ” Tracce di lucciola - diario di viaggio sotto l’equatore” Febbraio 2007.

non ho molto tempo per scrivere sul blog in questo periodo. Molti progetti da seguire e tempo da rincorrere. Come sempre no? Comunque è uscita l’intervista su DPI magazine. Per chiunque voglia leggerla basta cliccare sull’immagine. Vi avverto è in cinese e… inglese :-)

Finalmente è uscito “030 Illustrators” edito da HubLab, un libro che raccoglie 12 illustratori under 30: una fotografia dell’illustrazione contemporanea, ricca e originale filiera di talenti che meritano di essere valorizzati e fatti conoscere. Le tavole presenti nel libro verranno messe in mostra alla Hublab Gallery di Milano. Per chi si trova già sul posto una visita è consigliata :)
Cominciamo questo bel 2008 con tanti bei lavori da fare e progetti personali da iniziare. Mi sono rimesso in moto appena passata l’influenza che mi ha preso letteralmente a calci nel culo. Violenti.

Una decina di giorni a letto fra capodanno e la befana. Niente male vero?! Il lato positivo è che mi sono riposato abbastanza ed ho ripreso a lavorare con più energia.

Il primo lavoro dell’anno è stato illustrare un racconto pubblicato su una rivista canadese, Homemaker Mag. Dopo varie modifiche è stato scelto il secondo. A me logicamente piaceva più il prmo.

Mi auguro di tracciare presto una linea netta e definitiva fra me e la precarietà che spesso accompagna questo lavoro. Le premesse ci sono. Il talento pure. c’mon!